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Tessile: la Cina sommerge l'Europa. Si pensa a nuove quote

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Tessile: la Cina sommerge l'Europa. Si pensa a nuove quote

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L’invasione dei prodotti tessili Made in China fa scattare l’allarme a Bruxelles. Con la fine del regime di quote, le esportazioni cinesi hanno sommerso il mercato europeo, in un anno sono aumentate del 46%. Per alcuni generi la crescita dell’export è stata ancor piú impressionante, piú 625%. Euratex, l’organizzazione che riunisce l’industria tessile in Europa si è rivolta dunque alla commissione europea chiedendo la reintroduzione di quote.

La portavoce del commissario al commercio Claude Veron Réville ha precisato: “Misure di salvaguardia possono scattare in due modi: o su domanda di uno stato membro o su iniziativa della stessa commissione. Approfitto per ricordare che una misura di salvaguardia non puó scattare su domanda di un’organizzazione del settore” A favore delle misure di tutela si è pronunciata l’Italia. Lunedí il ministro Marzano ha inviato una lettera al commissario al commercio Mandelson, per sollevare il problema, altre missive sono giunte dal governo francese e portoghese. La settimana prossima rappresentanti della commissione europea si recheranno a Pechino per discutere di quote, facendo valere una clausola prevista nell’accordo siglato dalla Cina al momento del suo ingresso nell’organizzazione mondiale del commercio. La concorrenza cinese ha portato ad una forte riduzione dei prezzi con un meno 36% per jeans e maglioni. Ma ha causato anche una crisi del settore. In Italia negli ultimi 4 anni sono stati tagliati 100 000 posti di lavoro.