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Russia: aspettando la rappresaglia

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Russia: aspettando la rappresaglia

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In attesa della rappresaglia cecena i russi hanno rafforzato la sicurezza nei luoghi più esposti a possibili attentati. Le autorità moscovite registrano comunque la quasi unanime, e negativa, reazione all’uccisione ieri di Aslan Maskhadov, leader moderato della guerriglia eliminato dai soldati russi in un villaggio a nord di Grozny.

“Una grave perdita, ha detto Akhmed Zakayev, portavoce di Maskhadov in esilio a Londra, ma per Mosca il nostro leader rischia di esser più pericoloso da morto che da vivo.” La vendetta è dunque annunciata. Ieri Putin, incontrando il capo dei servizi segreti che ha coordinato l’operazione, si è complimentato e ha annunciato una medaglia ai federali impegnati nella missione. Sui giornali russi ma non solo, gli analisti politici parlano di un duro colpo alle speranze di pace. E la stampa moscovita sottolinea che la decisione di ucciderlo viene dall’alto, dal Cremlino, per il quale Maskhadov non era più un interlocutore affidabile. La tregua, proclamata da lui un mese fa, però teneva.