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I comunisti si confermano prima forza politica della Moldova

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I comunisti si confermano prima forza politica della Moldova

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In Moldova alle elezioni politiche si sta profilando una vittoria dei comunisti, anche se il risultato ottenuto dal partito del presidente Vladimir Voronin è inferiore alle previsioni. Con l’80% delle schede scrutinate la commissione elettorale centrale assegna ai comunisti il 46,56%. Il che gli permetterebbe di ottenere la maggioranza in Parlamento.

Il principale antagonista, la formazione liberal-nazionale Moldova Democratica guidata da Serafim Urecheanu, avrebbe ottenuto il 28,5% per cento dei voti. L’affluenza è stata del 59%. La Moldova negli ultimi quattro si è progressivamente allontanata dalla sfera d’influenza russa. E questo nonostante nel 2001 il presidente Voronin si era fatto eleggere promettendo di riannodare i legami con Mosca. È stata soprattuto l’irrisolta questione dello status della Transdniestria, regione secessionista tutelata da una forza di interposizione russa, a far entrare la dirigenza moldava in rotta di collisione con il Cremlino. A differenza delle repubbliche ex sovietiche d’Ucraina e Georgia, in Moldova è stato un politico d’ispirazione comunista a cercare di riavvicinare il Paese all’occidente. È proprio grazie all’aiuto delle potenze economiche occidentali che la Moldova spera di uscire da una situazione difficile. Il Paese è uno dei più poveri d’Europa.