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Taiwan, manifestazioni anticinesi. Pechino annuncia leggi antisecessione

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Taiwan, manifestazioni anticinesi. Pechino annuncia leggi antisecessione

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Quindicimila persone sono scese in piazza a Taiwan per protestare contro l’annunciata legge anti-secessione che il parlamento cinese discuterà nei prossimi giorni.

Chiamati a manifestare da due forze politiche filo-indipendentiste, i taiwanesi hanno esposto cartelli contro i propositi di Pechino di normalizzare i rapporti con l’isola ribelle che non intende riconoscere la sovranità cinese. “Taiwan è una parte del mondo, ma non una parte della Cina”, ha detto un oratore. Proprio ieri in apertura della sessione del parlamento, il primo ministro cinese Wen Ji Bao aveva annunciato il progetto di riforma legislativa che renderà automatico l’intervento militare di Pechino al primo segno di attività dirette alla secessione. Una minaccia bella e buona, per i taiwanesi. Un semplice gesto politico preventivo, per il ministro degli esteri cinese, Li Zao Xing. “Ogni tentativo di includere Taiwan nel sistema di Giappone e Stati Uniti costituisce una violazione della sovranità della Cina”, ha detto. A margine si registra la polemica sulla durata dell’embargo sulle forniture di armi alla Cina. Un embargo che diversi paesi europei vorrebbero cancellare, ma non gli Usa, principale sponsor delle aspirazioni indipendentiste di Taiwan, contro cui le armi potrebbero venire dirette.