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Giuliana Sgrena è a Roma. La giornalista liberata in Iraq in ospedale

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Giuliana Sgrena è a Roma. La giornalista liberata in Iraq in ospedale

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Ferita ma viva. Scampata alla morte ma per niente felice. Poco dopo le 11, Giuliana Sgrena scende dall’aereo che la ha riportata in Italia reggendosi sulle proprie gambe, seppur sorretta da due persone. Segno che le sue condizioni di salute, dopo la sparatoria di ieri sera non sono gravissime.

A bordo di una ambulanza, la giornalista rimasta un mese nelle mani dei suoi rapitori in Iraq, è stata trasportata all’ospedale militare del Celio dovre riceverà ulteriori cure – in particolare un intervento per una frattura alla clavicola – e incontrerà i magistrati che indagano sul suo sequestro. Decine di amici di Giuliana la aspettavano a bordo pista. Ma non era un clima di festa quello di stamattina a Ciampino. La mente di tutti era rivolta a Nicola Calipari, il funzionario del Sismi rimasto ucciso dai colpi sparati da una pattuglia statunitense, che ha apreto il fuoco – in circostanze ancora non chiare – sulla macchina con Sgrena a bordo e diretta all’aeroporto. A bordo dello stesso aereo insieme a Giuliana Sgrena ha viaggiato anche uno dei due militari rimasti feriti nel corso della sparatoria di ieri sera. Le sue condizioni sarebbero buone, ma anche per lui è stato disposto un trasferimento in ospedale. A Ciampino c’era ad attendere l’arrivo di Giuliana Sgrena il presidente del Consiglio Berlusconi, che per primo ha parlato con la giornalista. Non mi hanno mai trattato male, ha detto la Sgrena, che ha subito espresso il suo dolore per la morte di Calipari. Pier Scolari, il compagno della giornalista, ha detto che Giuliana è ancora scioccata. “E’ tranquilla, ma stanca e triste”, ha aggiunto.