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Dalla gioia al dolore. Dopo il rilascio della Sgrena la morte di Calipari

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Dalla gioia al dolore. Dopo il rilascio della Sgrena la morte di Calipari

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Un video con Giuliana Sgrena che ringrazia i suoi rapitori. Lo trasmette al-Jazeera, poco dopo la diffusione della notizia della liberazione della giornalista italiana. E’ il segno che si tratti di un epilogo felice. Dopo un mese di prigionia, Giuliana sta per tornare alla libertà.

Una gioia immensa esplode nella redazione del manifesto, dove la speranza non era mai stata nascosta. Una gioia incontenibile, intaccata appena dalla notizia che Giuliana potrebbe essere lievemente ferita. Sarà il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, quasi un’ora dopo, a rivelare ai giornalisti cosa era accaduto a Baghdad: gli spari della pattuglia statunitense, la morte di Nicola Calipari – raggiunto dai proiettili mentre tentava di fare da scudo a Giuliana – il ferimento degli altri due funzionari che si trovavano nella stessa macchina. Berlusconi appare tesissimo. Annuncia di aver convocato l’ambasciatore statunitense in Italia, per chiedergli conto del comportamento dei soldati del suo paese. “Qualcuno dovrà prendersi la responsabilità di un incidente così grave” ha detto. Nicola Calipari aveva 52 anni ed una carriera tutta svolta in trincea. Prima in Calabria, nella lotta alla ndrangheta, poi al Sismi, per il quale era da un anno a Baghdad. Fu sempre Calipari a condurre in porto le trattative che portarono alla liberazione di Simona Tirretta e Simona Pari, nei mesi scorsi. A casa di Calipari ora tutto tace, in attesa del rientro dall’Iraq della sua salma, previsto per la tarda serata di oggi.