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UE: verso il compromesso sulle traduzioni?

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UE: verso il compromesso sulle traduzioni?

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Sette lingue, compreso l’italiano: è un’ipotesi di compromesso che potrebbe mettere fine alla diatriba sul nuovo regime linguistico adottato dalla Commissione Europea. La proposta allo studio prevede che in occasione delle conferenze stampa della Commissione tornino le traduzioni in italiano, spagnolo e olandese, oltre a inglese, francese e tedesco. Si aggiungerebbe il polacco, per il più grande dei nuovi paesi membri. Oltre alla lingua del commissario e a quella del paese volta per volta più interessato al tema trattato. È un’ipotesi, che deve ancora trovare tutte le conferme del caso, ma che è emersa nel corso della discussione tra Francoise Le Bail, direttrice dei portavoce della Commissione, e i rappresentanti dell’API, l’associazione dei giornalisti accreditati a Bruxelles. La riforma adottata poche settimane fa dalla Commissione prevedeva invece l’uso solo di inglese, francese e tedesco nelle conferenze stampa della commissione, ad eccezione del mercoledì, quando si riunisce l’esecutivo comunitario e restano quindi le 20 lingue. La riforma aveva suscitato forti polemiche, e accuse di discriminazione, da parte di Italia e Spagna.