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Sharon minaccia l'Anp: "Niente pace se continua il terrore"


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Sharon minaccia l'Anp: "Niente pace se continua il terrore"

“Non si potrà parlare di pace fintanto che l’Autorità Nazionale Palestinese non fermerà il terrorismo”. A dirlo il premier israeliano Ariel Sharon che ha aperto una seduta del consiglio dei ministri dedicata, almeno in parte a un esame delle ripercussioni dell’attentato di Tel Aviv. “Non ci sarà alcun progresso politico finché non si ferma il terrore. Gli ordini dell’attentato sono stati impartiti dai vertici della Jihad Islamica in Siria, ma questo non esime l’Anp dalle sue responsabilità”, ha detto il premier. L’attentato di venerdì davanti a una discoteca sul lungomare di Tel Aviv ha fatto quattro morti. Il presunto coinvolgimento della Siria è alla base della mancata, ma abituale, ritorsione militare di Israele in Cisgiordania, da dove è partito il terrorista palestinese suicida, autore dell’attentato. Sotto la pressione israeliana, ma anche di Washington, l’Anp ha cercato di correre ai ripari. Mahmoud Abbas ha promesso di assicurare alla giustizia i responsabili. Fra i primi segni tangibili, alcuni arresti negli ambienti del fondamentalismo islamico palestinese. Ma la violenza potrebbe non essersi esaurita con l’attentato di venerdì. Per il timore di altri attacchi la forze di sicurezza israleliane sono in stato d’allerta proprio nella regione di tel Aviv e in generale nei luoghi pubblici di tutto il paese.

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