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Una rivendicazione frena il processo di pace Israelo-palestinese

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Una rivendicazione frena il processo di pace Israelo-palestinese

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Un gruppo locale della Jihad islamica della Cisgiordania ha rivendicato l’attentato a Tel Aviv di venerdì sera, il primo in Israele da quasi quattro mesi.

L’assunzione di responsabilità da parte di un movimento palestinese mette in difficoltà il governo dell’Autorità nazionale che dall’8 febbraio scorso aveva negoziato una tregua con Israele, riprendendo il processo di pace. In precedenza, da Gaza, i responsabili della Jihad avevano assicurato la loro estraneità all’attacco, che è costato la vita a 4 israeliani. Il presidente palestinese Mahmud Abbas ha dichiarato che non tollerererà questa violazione del cessate il fuoco. Tenendo fede al suo impegno di perseguire i responsabili, le forze di sicurezza palestinesi hanno arrestato tre persone vicine alla Jihad a Tulkarem, città di provenienza del kamikaze che ieri si è fatto esplodere di fronte alla discoteca di Tel Aviv..Un primo segno di buona volontà da mostrare a Israele, dal cui vice-primo ministro Ehud Olmert era giunta l’accusa che l’Autorità nazionale non facesseabbastanza per “combattere realmente il terrorismo”. L’attentato – ha però precisato Olmert – non muta l’intenzione dello stato ebraico di dare attuazione al piano di ritiro dai territori.