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Attentato in Israele ma la matrice potrebbe non essere palestinese

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Attentato in Israele ma la matrice potrebbe non essere palestinese

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Il primo attentato in Israele dopo quattro mesi di calma potrebbe non avere la firma di un gruppo palestinese anche se palestinese era il kamikaze che ieri si è fatto esplodere davanti a un’affollata discoteca di Tel Aviv, facendo 4 morti e una cinquantina di feriti.

La rivendicazione telefonica a nome della Jihad islamica e delle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa è infatti giudicata fasulla dall’Autorità nazionale palestinese. I dirigenti dei due movimenti avrebbero assicurato al presidente palestinese Mahmud Abbas di essere estranei all’attacco e il premier Ahmed Qorei ha reagito nettamente: “Condanniamo quest’azione, che è contraria alla nostra politica e alla nostra strategia. Noi, tutti i palestinesi, siamo d’accordo che ogni azione militare contro Israele e specialmente contro i civili in Israele è riprovevole e non ammmissibile.” Lo Stato ebraico non esclude il coinvolgimento degli Hezbollah sciiti libanesi. L’esercito israliano nella notte ha intanto arrestato otto persone, fra cui i fratelli del kamikaze. Altri due arresti sono stati compiuti dalle forze di sicurezza palestinesi. L’attentato, dunque, pur essendo un duro colpo al dialogo israelo-palestinese non dovrebbe interromperlo.