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Sembrano aprirsi nuovi scenari in Libano.

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Sembrano aprirsi nuovi scenari in Libano.

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Quasi contemporaneamente all’arrivo a Beirut di una delegazione dell’Onu per fare un’inchiesta sull’assassinio dell’ex premier Rafic Hariri, Damasco ieri dichiarava di essere pronta a ritirare le sue truppe dal paese.

Dopo l’omicidio dell’ex premier, il 14 febbario, per il quale i sospetti si sono rivolti contro la Siria, l’Onu ha chiesto la collaborazione dei due paesi per arrivare a normalizzare la situazione. Ha chiesto quindi a Beirut di collaborare per far luce sul delitto e ha ripreso a fare pressioni su Damasco per mettere in atto la risoluzione delle Nazioni Unite che prevede il ritiro dei 14 mila militari siriani dal Libano. Damasco ha annunciato un ridispiegamento delle forze siriane verso la valle della Bekaa, nel Libano orientale, cui farà seguito il ritiro. L’opposizione libanese accoglie questa dichiarazione con molta cautela. “Non è la prima volta che Damasco minaccia il ritiro, mettendoci peraltro in guardia: la partenza dei militari siriani potrebbe causare un vuoto difficile da gestire”. L’opposizione ritiene invece che l’esercito e le forze di sicurezza libanesi, grazie anche al recente ammodernamento, siano in grado di assicurare l’ordine. Intanto anche ieri migliaia di libanesi sono scesi in strada a Beirut perprotestare contro la forte ingerenza politica e militare di Damasco.