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Cosa succederebbe in Vaticano se il Papa perdesse conoscienza?

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Cosa succederebbe in Vaticano se il Papa perdesse conoscienza?

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I bollettini rassicuranti non possono far dimenticare la statistica medica: l’influenza è la prima causa di morte tra i malati di Parkinson.

Indebolito dal morbo, il Santo Padre ricoverandosi ha lasciato la Chiesa e il Vaticano praticamente acefali. Non prevedendo la figura del vice-Papa il diritto canonico stabilisce che il successore di Pietro resti in carica fino alla morte. Ma cosa succederebbe nel caso Giovanni Paolo secondo perdesse conoscenza o non riuscisse più a impartire ordini ai suoi collaboratori? La Curia proseguirebbe le attività al seguito dei suoi principali responsabili. Tra questi il Cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. “Uno degli uomini più importanti in Vaticano – sottolinea Wilton Winn, vaticanista ed ex corrispondente da Roma del settimanale Time – Ratzinger è il guardiano della fede e si assicura che il Papa stesso non esca dai binari”. Dal capo dell’ex Inquisizione Ratzinger al primo ministro Angelo Sodano, responsabile politico della Città del Vaticano e di tutta la rete diplomatica dei Nunzi Apostolici. “Sodano, che è il segretario di stato, gestisce da anni la macchina del Vaticano e si è costruito un incredibile prestigio in tutto il mondo, ovunque la Chiesa sia presente”, aggiunge Winn. Il coordinamento dei vescovi spetta invece al Cardinale Giovanni Battista Re, che però senza il Papa non può nominarne di nuovi. L’unico ambito per cui un vicario esiste è la diocesi di Roma, la cui guida è affidata al Cardinal Camillo Ruini.