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Libano, l'opposizione inneggia alla "rivolta pacifica" per liberare il paese dall'influenza siriana

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Libano, l'opposizione inneggia alla "rivolta pacifica" per liberare il paese dall'influenza siriana

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L’opposizione in Libano ha fatto appello, unita, a una “rivolta pacifica” per l’indipendenza e ha auspicato che il Parlamento sospenda ogni attività fino a che non sarà fatta chiarezza sull’assassinio dell’ex premier Rafic Hariri. L’appello è stato sottoscritto da una quarantina dei 128 deputati libanesi e dai principali leader dell’opposizione. Tutti sospettano che dietro l’attentato di lunedì ci sia lo zampino della Siria: “Chiediamo il ritiro immediato dell’esercito siriano e la formazione di un governo provvisorio che asscuri lo svolgimento di libere elezioni politiche”, ha detto il portavoce dell’opposizione Samir Franjieh. L’insofferenza si insinua anche tra le file governative: ieri si è dimesso il ministro del turismo Farid al-Khazem, un cristiano maronita. I sostenitori di Rafic Hariri continuano a mobilitarsi mentre a Beirut, dopo tre giorni di lutto, sono ricomparsi gli ingorghi stradali, primo segno del ritorno ai ritmi della normalità. Nel nord del Libano si è verificato invece il primo grave episodio di violenza dalla morte di Hariri: un gruppo di uomini armati ha incendiato un campo di lavoratori siriani, appiccando il fuoco a tutte le loro tende.