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Fiat e Gm fine di un matrimonio

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Fiat e Gm fine di un matrimonio

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Fiat si libera di General Motors e guarda già a nuove alleanze. Dopo la separazione consensuale di domenica tra Fiat e Gm, il vertice del Lingotto è pronto a rimboccarsi le maniche e a ripartire in quarta. L’accordo per sciogliere l’alleanza tra Torino e Detroit ha già portato nelle casse della Fiat 1,55 miliardi di euro come contropartita per cancellare il diritto di Fiat a vendere agli americani il 90% dell’auto. E che si tratti di una firma molto importante lo sottolinea anche il presidente Luca Cordero di Montezemolo. “Non solo perchè la situazione finanziaria è migliorata ma anche perchè ci mette in assoluta libertà per poter individuare collaborazioni industriali e commerciali. Si tratta quindi di un segnale forte per quello che è il patrimonio piü importante di ogni aziende e logicamente anche della Fiat: i propri uomini”. Riacquistato libertà di movimento a Torino sembrano orientati a seguire due obiettivi: completare il risanamento finanziario del comparto auto e individuare al piü presto nuove alleanze per uscire dalla crisi di vendite che ha caratterizzato il gruppo negli ultimi anni. I numeri parlano chiaro. Il gruppo Fiat anche nel 2004 è rimasto fanalino di coda nella classifica delle immatricolazioni europe saldamente guidata dalla Volkswagen. Torino ha infatti chiuso l’anno senza variazioni rispetto al 2003 con un po’ piü di un milione di vetture vendute tra Fiat, Alfa Romeo e Lancia. La fine del matrimonio tra Fiat e General Motors costringe il piu’ grande gruppo automobilistico del mondo a guardarsi intorno per pianificare una strategia d’attacco sul difficile mercato europeo. L’accordo con Torino apriva agli americani un potenziale industriale assai promettente. Quello in cui Fiat punta tutte le sue carte.