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Allarme per l'influenza dei polli alla vigilia dl nuovo anno cinese

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Allarme per l'influenza dei polli alla vigilia dl nuovo anno cinese

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L’influenza dei polli in Asia potrebbe trasformarsi in una pandemia suscettibile di causare cento milioni di morti. Da diversi mesi l’organizzazione mondiale della sanità mette in guardia contro i rischi di propagazione del virus animale H5N1. Ma, con l’avvicinarsi delle feste per il nuovo anno cinese, le preoccupazioni crescono. È in questa occasione che viene consumata una grande quantità di carne di polli, anitre e oche.

L’influenza ha causato in poco più di un anno 33 vittime in Vietnam, dove il virus è ormai radicato, e 12 in Thailandia. “Non ha senso vietare la vendita di pollame – spiega il dottor Zhong scopritore della Sars – Questa misura creerebbe solo allarme”. Secondo il ministero dell’agricoltura di Pechino due scienziati cinesi hanno messo a punto un nuovo vaccino che permette ai polli di resistere al virus per dieci mesi, rispetto ai quattro del precedente prodotto. La comunità scientifica sta studiando anche le possibili mutazioni del virus che consentirebbero una più facile trasmissione umana. Il primo probabile caso ci sarebbe stato a settembre in Tailandia tra una bambina di undici anni e la madre. Ma, secondo le autorità sanitarie, non si sarebbe verificata una mutazione virale.