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L'Ira blocca il disarmo, ma non annunicia un ritorno alla violenza

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L'Ira blocca il disarmo, ma non annunicia un ritorno alla violenza

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L’esercito repubblicano irlandese risponde cosí alle critiche britanniche e iralandesi in base alle quali i paramilitari repubblicani continuerebbero a rendersi responsabili di crimini. Per il leader dello Scin Fein, braccio politico dell’Ira, la responsabilità è di Londra e Dublino: “I due governi hanno optato per il confronto – ha dichiarato Gerry Adams- e si sono impegnati in questo gioco sterile di chi cerca di incolpare i repubblicani di quanto vada storto nel processo di pace, il tutto, senza considerarne le conseguenze”.

L’Ira aveva accettato a dicembre di smantellare il proprio arsenale in vista di una nuova amministrazione cattolico-protestante di cui facesse parte anche lo Scinn-Fein. Il primo stop era arrivato poco dopo per il rifiuto dell’Ira di far documentare il disarmo con fotografie, come richiesto dai protestanti del partito unionista. Il colpo alla Northern Bank di Belfast, lo scorso 20 dicembre ha fatto il resto. L’Ira, accusata a piú riprese della responsabilità della rapina, fruttata 38 milioni di euro, si è sempre dichiarata estranea ai fatti. Per gli unionisti, l’Ira non ha mai avuto intenzione di abbandonare le armi in maniera trasparente e credibile.