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Il mondo si ferma per commemorare l'Olocausto

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Il mondo si ferma per commemorare l'Olocausto

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Nevica sulle rovine dei lager di Auschwitz. Nevica come il 27 gennaio di 60 anni fa quando l’Armata Rossa liberò il campo e mostrò al mondo gli orrori dell’Olocausto. Nelle quattro camere a gas allestite da Hitler per realizzare la soluzione finale sono morti un milione di uomini, donne e bambini, ebrei, omosessuali, zingari. Per non dimenticare i rappresentanti di 44 paesi oggi rimettono piede tra quelle rovine coperte di neve. Insieme a loro, i testimoni diretti dell’Olocausto, i sopravvissuti ai campi di concentramento e i loro liberatori. Sono 10 mila quelli ancora in vita. Alle 14.30 è in programma la cerimonia principale che Euronews seguirà in diretta. L’Italia sarà rappresentata dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi.

L’anniversario della liberazione di Auschwitz ha fatto riemergere vecchie polemiche. Il primo ministro israeliano, Ariel Sharon, intervenendo alla Knesset, ha criticato esplicitamente il comportamento degli Alleati. “Nessuno ha mosso un dito per fermare l’Olocausto – ha affermato – quando i nazisti deportavano gli ebrei ungheresi in Polonia, gli Alleati non hanno bombardato la linea ferroviaria che consentiva i trasferimenti”. Il presidente israeliano Moshe Katzav ha sfidato il gelo, ieri, per rendere omaggio ai soldati britannici di origine ebrea caduti in Polonia durante la seconda guerra mondiale e sepolti alla periferia di Cracovia. Nei campi di concentramento nazista morirono sei milioni di ebrei. Il loro sacrificio sarà ricordato in tutto il mondo.