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Condoleezza Rice nuovo Segretario di Stato Usa

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Condoleezza Rice nuovo Segretario di Stato Usa

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Condoleezza Rice sfodera tutta la sua diplomazia per guadagnarsi la nomina a segretario di Stato. Tailleur blu, filo di perle al collo, ha risposto a un fuoco di fila di domande della commissione esteri del Senato su tutti gli aspetti di quella che sarà la politica estera del secondo mandato di George Bush. “ L’America è guidata dalla convinzione che nessuna nazione puo’ costruire un mondo migliore da sola. Dobbiamo usare le alleanze e le istituzioni multilaterali per l’equilibrio dei poteri nel mondo a favore della libertà. Se saro’ confermata questa convinzione guiderà tutte le mie azioni. Giudicando un’azione non dimentichero’ mai che la misura del suo valore è la sua efficacia” Ritorno della diplomazia e del multilateralismo, quindi, senza escludere il ricorso alla forza. Una mano tesa agli alleati europei, ma sulla base degli stessi principi che hanno guidato la prima amministrazione Bush.

“Esattamente come lo sono stati gli ultimi decenni del 20esimo secolo, questi primi decenni del 21esimo secolo possono essere un’epoca di libertà. E noi dobbiamo fare tutto il possibile per realizzarla. Nel nostro mondo restano degli avamposti di tirannia” Il nuovo Segretario di Stato sostitisce alla formula dei paesi dell’asse del male, che era stato il leit-motiv del primo mandato di Bush, quella di avamposti della tirannia di cui ci offre un elenco: oltre a Iran, Corea del Nord, Cuba, Condoleezza Rice ha aggiunto Bielorussia, Birmania, Corea del nord, Zimbabwe. Praticamente uno per continente. Il segretario di stato ha difeso la politica condotto in Iraq di fronte alle scomode domande dei senatori evitando di fissare una data finale alla presenza delle truppe americane in Iraq: “Sono riluttante a dare tempi stabiliti perchè penso che il nostro obiettivo sia condurre a termine la missione. Questo significa che gli iracheni devono essere operazionali prima di essere abbandonati alle proprie responsabilità” L’ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, ed eminenza grigia del primo mandato di Bush, si è impegnata a compiere uno sforzo personale per riattivare il processo di pace in Medio Oriente. Ed è la specialista dell’ex Unione Sovietica che si è mostrata preoccupata delle svolte autoritarie del Cremlino. Mentre, riguardo alla Cina, ha parlato della necessità di riconoscere le profonde differenze di valori.