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L'Iran è il prossimo obiettivo bellico di Bush

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L'Iran è il prossimo obiettivo bellico di Bush

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La prossima guerra di George Bush sarà quella contro l’Iran.

A rivelarlo, sulle colonne del New Yorker, Seymour Hersh, giornalista di punta del quotidiano che ha portato alla luce lo scandalo di Abu Ghraib.Alla vigilia della seconda investitura di Bush, Casa Bianca e Pentagono smentiscono categoricamente. “Dalla scorsa estate – sostiene Hersh – gli Usa stanno portando avanti una operazione perlustrativa in Iran per raccogliere le prove di quello che l’amministrazione Bush ritiene sia un programma per armamenti nucleari”. I sospetti americani sull’Iran non sono una novità, così come le smentite di Teheran che continua a sostenere che tutti i programmi nucleari sono a uso esclusivamente civile. Smentite che non sono bastano a Bush, che già all’indomani dell’11 settembre ha inserito Teheran nella lista nera dei paesi che sostengono il terrorismo. “La Korea possiede armi di distruzione di massa, l’Iran porta avanti i suoi progetti d’armamento e esporta il terrorismo, mentre un manipolo di gerarchi non eletti democraticamente reprime il popolo. Stati come questi e i loro alleati costituiscono l’asse del male”. Due anni dopo i toni cambiano, ma non la sostanza. Washington è convinta che Teheran non rispetterà mai l’impegno di sospendere le attività per l’arricchimento dell’uranio. Ancora Hersh: “Il prolungamento del conflitto in Iraq nei piani di Bush è un’anomalia. La guerra in Iran è solo una questione di tempo”. Bush stanerà uno per i uno i cosiddetti stati canaglia, ne è convinto il giornalista che aggiunge: “Penso veramente che ci sia una lista di obiettivi”. Questo malgrado la distensione tra Teheran e Bruxelles. Un disgelo che ha visto protagonosta la diplomazia europea e che ha portato dopo mesi di trattative all’avvio di nuovi negoziati per raggiungere un’intesa commerciale.