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In 14 paesi nel mondo gli Iracheni potranno votare a distanza

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In 14 paesi nel mondo gli Iracheni potranno votare a distanza

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Istanbul, Amman, ma anche a Copenhagen e Londra, qui nel sobborgo di Wembley è stata approntata una struttura dove, da oggi, potranno recarsi i cittadini iracheni espatriati per registrarsi nelle liste elettorali È questa la condizione necessaria per partecipare alla consultazione che si terrà in Iraq fra meno di due settimane. Questo tipo di strutture per il voto a distanza sono state realizzate in quattordici nazioni in giro per il mondo. A poter far valere questo diritto, i cittadini residenti all’estero o che, seppure non nati nel loro paese, abbiano il padre iracheno e siano maggiorenni. Queste persone, se iscritte nelle liste, potranno votare dal ventotto al trenta gennaio prossimi. Per alcuni di loro è una prima volta assoluta. Stessi visi felici in mitteleuropa. A Berlino, è stato aperto un altro dei 75 collegi elettorali realizzati dall’Onu. Secondo i calcoli dell’Istituto Mondiale delle Migrazioni in tutto il mondo i potenziali elettori iracheni sono un milione e duecentomila.