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L'Eta chiede il dialogo ma non depone le armi

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L'Eta chiede il dialogo ma non depone le armi

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Tutte le forze politiche in Spagna hanno detto no alla proposta di dialogo avanzata dal gruppo separatista basco Eta. La fine della violenza rimane, secondo Madrid, la prima condizione a qualsiasi apertura. I terroristi invece hanno dichiarato di non essere disposti a deporre le armi. Il gruppo separatista ha avanzato la sua proposta, appoggiando quella lanciata a novembre da Batasuna, il braccio politico dell’Eta. “Le nostre divergenze vanno risolte in modo pacifico e democratico” ha dichiarato allora il leader di Batasuna Arnaldo Otegui davanti a i sostenitori del suo partito, messo fuori legge perchè non ha condannato mai le violenze dell’Eta. E’ di oggi anche la rivendicazione di alcuni attentati dell’Eta degli ultimi mesi, che non hanno tuttavia provocato vittime. L’Eta ha inoltre smentito la responsabilita’ del falso allarme lanciato durante il match del Real Madrid. Il primo ministro spagnolo Zapatero ha risposto ieri al piano nazionalista del premier basco Juan Jose Ibarretxe. Si è detto aperto al dialogo, ad una condizione. Prima deve “cessare il rumore delle bombe e delle pistole“Zapataero ha comunque fatto un primo passo di apertura, ricevendo Ibarretxe alla Moncloa. La proposta del premier basco di rendere la sua regione una “nazione libera associata alla Spagna” è stata comunque bocciata da Madrid.