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Tailandia: scatta la più vasta operazione di identificazione delle vittime della storia

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Tailandia: scatta la più vasta operazione di identificazione delle vittime della storia

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Dare un nome alle migliaia di vittime dello tsunami: è l’obiettivo che si è posta l’Interpol, l’organizzazione internazionale che riunisce le polizie di 182 paesi. A Phuket, in Tailandia, tra le località più colpite dal maremoto, è stato creato un centro per l’identificazione delle vittime: 60 persone tra investigatori, medici e anàtomopatologi – un’iniziativa senza precedenti. Il centro sarà comunque operativo solo tra qualche settimana, e conta di terminare il suo lavoro non prima di nove-dieci mesi.

Le vittime da riesumare sono più di cinquemila. Si lavora confrontando i dati relativi a DNA, impronte digitali e dentarie, inviati dai paesi di origine degli occidentali scomparsi, con quelli raccolti a Phuket sulle vittime senza nome. “Le impronte dentarie sono le prime a essere esaminate, confrontiamo i dati ‘ante mortem’ e ‘post mortem’, spiega Mark Branchflower, esperto dell’Interpol. Quindi si passa alle impronte digitali, se sono state prese quando la persona era in vita. Sinora ne disponiamo per circa 400 corpi; verranno catalogate nei prossimi giorni.” In tutto 5309 persone sono ufficilamente morte in Tailandia il 26 dicembre scorso. 3370 sono date per disperse. La metà dei corpi identificati sinora sono turisti stranieri, in gran parte dal nord Europa.