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Un milione e mezzo di minori sopravvissuti: è la "tsunami generation"

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Un milione e mezzo di minori sopravvissuti: è la "tsunami generation"

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L’hanno già definita la tsunami generation: circa un milione e mezzo di minori, sopravvissuti al maremoto, ma potenziali vittime di malattie, sfruttamento, prostituzione, rapimenti.

Del caso di un ragazzino svedese si parla già da giorni. Kristian, 12 anni, è scomparso da Pukhet in Tailandia il 27 dicembre. L’ultima volta è stato visto nella sala d’aspetto di un ospedale, insieme a un uomo di mezza età, europeo. Kristian era in vacanza colla madre, dispersa, e i fratelli, che si sono salvati. “Non so se sia stato rapito, dice il nonno, che ha visitato tutti gli obitori e ospedali della regione. Lo spero, perché allora significa che è ancora vivo.” Sui rapimenti finalizzati al traffico di minori arriva anche la denuncia dall’agenzia dell’Onu per l’infanzia. “La nostra maggiore preoccupazione, dice Carol Bellamy, responsabile dell’Unicef, è che questi minori subiscano violenza o vengano sfruttati, l’adozione prematura è ancora il male minore.” La stessa agenzia dell’Onu è stata informata dell’esistenza di 300 orfani di Aceh, nel nord di Sumatra, di età compresa fra i 3 e i 10 anni, da ieri in vendita. Al di là del rischio di venir rapiti o sfruttati, i piccoli della tsunami generation hanno perso tutto: famiglia, casa, scuola, spesso l’intero villaggio.