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Tsunami: costi economici meno gravi del previsto

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Tsunami: costi economici meno gravi del previsto

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La catastrofe del maremoto non dovrebbe intaccare i successi dell’economia del sud est asiatico. La prova arriva dalla forte ripresa sulla quale scommettono le borse locali: basta guardare all’andamento della piazza dello Sri Lanka, la cui economia è in gran parte dipendente dal turismo. Secondo stime del ministro delle finanze thailandesi la riduzione della crescita del prodotto interno lordo dovrebbe essere molto modesta: l’incremento dovrebbe essere intorno al 6% come previsto prima del disastro. A livello macroeconomico l’impatto del tsunami sembra dunque modesto rispetto alle perdite umane. I costi del disastro sono stati calcolati dalla Munich Re, leader suil mercato internazionale delle riassicurazioni, intorno ai 10 miliardi di euro, una cifra nettamente inferiore ai danni seguiti all’attacco dell’11 settembre contro il Word Trade Center e la metà dei premi pagati a causa dei tifoni che si sono abbatuti negli Stati Uniti e nei paesi caraibici la scorsa estate.Ma i problemi per rimettere in sesto le attività legate al turismo sono molteplici. Come dice questo proprietario di un hotel a Phuket finora sono state fatte solo delle promesse, di qui a passare ai fatti il vcammino è lungo: i quattrini non arivano dal cielo, ma bisogna andarseli a cercareTuttavia in un contesto emozionale molto alto secondo le stime della banca Mondiale la zona del maremoto dovrebbe confermare le previsioni di crescita : è l’effetto del traino di India e Cina.