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Una settimana fa l'apocalisse del sud-est asiatico


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Una settimana fa l'apocalisse del sud-est asiatico

La morte è dappertutto sull’isola di Phuket. È passata esattamente una settimana da quando una serie di onde gigantesche si sono abbattute su una decina di Paesi dell’oceano indiano facendo quasi 130.000 vittime. Ma la catastrofe, lo si è capito subito, è stata di dimensione mondiale. Ottomila cittadini di quaranta altre nazioni sono morti o dispersi.

Lo tsunami però non ha fatto scappare tutti i turisti sopravvissuti. C‘è chi continua le ferie aiutando i soccorritori. È il caso del britannico Alex Torikian: “dietro ogni corpo c`è una famiglia. Se un mio parente fosse morto mi piacerebbe che qualcuno se ne occupasse”. Le nazioni unite temono che si possa superare le 150.000 vittime. Ma forse un bilancio definitivo non si avrà mai. Come sarà molto difficile consegnare a ogni famiglia dei resti da seppellire.
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