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Al Giappone il primato della solidarietà per le vittime dello Tsunami

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Al Giappone il primato della solidarietà per le vittime dello Tsunami

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Il premier Junichiro Koizumi ha offerto mezzo miliardo di dollari alle popolazioni colpite dal maremoto. Più degli Stati Uniti che sul tavolo dell’assistenza avevano messo 350 milioni. Così la cifra degli aiuti raggiunge quota 2 miliardi: il calcolo è stato fatto dal segretario generale aggiunto dell’Onu, Jan Egeland, che ha ringraziato Tokyo per lo sforzo e annunciato la visita in Indonesia di Kofi Annan la prossima settimana.

Raccogliere fondi, però, non basta. È necessario coordinare gli aiuti: la distribuzione dei soccorsi è operazione delicata. L’Unicef ha raggiunto molte località isolate ma interi villaggi sono ancora in attesa di viveri e medicinali. In molte zone devastate dallo tsunami gli aerei non riescono ad atterrare. Problema parzialmente risolto dagli Stati Uniti che hanno fatto decollare gli elicotteri della portaerei Abramo Lincoln ormeggiata al largo di Giacarta. Così è stato possibile raggiungere Aceh, un delle aree più danneggiate dalla catastrofe, dove manca tutto, cibo e acqua compresi. A rischiare è anche chi non è ancora nato. Nei luoghi della tragedia le donne incinte sono 150 mila: il pericolo di complicazioni è elevato.