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Dalla Siberia al Giappone: Tokyo vince la guerra del petrolio

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Dalla Siberia al Giappone: Tokyo vince la guerra del petrolio

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Il Giappone ha vinto la battaglia per il petrolio siberiano ma la Cina è sicura di non averla persa. Il Cremlino ha approvato il progetto di costruzione di un oleodotto in grado di pompare il greggio dai pozzi di Taiket fino al porto di Nakhodka nel Mar del Giappone, passando attraverso gli snodi di Irkutsk e Skovorodino. 4.130 chilometri tutti in territorio russo: una pipeline in grado di trasferire 80 milioni di tonnellate di greggio l’anno, 1,6 milioni di barili al giorno.

Per completarlo ci vorranno 10 anni e almeno 4,5 miliardi di euro. Dal porto di Nakhodka, accessibile anche a superpetroliere da 300 mila tonnellate di portata, il greggio prenderà la via del Giappone e degli Stati Uniti. Putin ha privilegiato il collegamento diretto con il Giappone al progetto di un oleodotto che partendo dalla Siberia raggiungesse la Cina ma ha promesso che la nuova condotta avrà una deviazione verso Pechino.