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Liberazione degli ostaggi francesi in Iraq: ancora tante domande

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Liberazione degli ostaggi francesi in Iraq: ancora tante domande

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Adesso che Christian Chesnot e Georges Malbrunot sono tornati, sani e salvi a casa, parte il fuoco delle domande sui retroscena della liberazione dei due giornalisti francesi, rapiti in Iraq. Le trattative sono andate avanti per quattro estenuanti mesi. Perché il rilascio è arrivato proprio ora… E’ stato pagato un riscatto? Il governo francese assicura di no, ma, certo, non potrebbe fare altrimenti. Il negoziato è stato tutto politico assicurano l’Eliseo e il ministero degli esteri.

Quanto agli ex ostaggi, loro hanno la propria spiegazione. Georges Malbrunot: “Abbiamo giocato subito la carta: giornalista francese. La Francia non ha truppe laggiù, non ha imprese. La Francia era contro la guerra. La Francia ha una posizione piuttosto dura contro l’occupazione , dunque si capisce la resistenza, nel momento in cui c‘è occupazione illegale, c‘è resistenza. Abbiamo dato rassicurazioni ai rapitori”. Quanto ai tentativi, non ufficiali, di tirarli fuori dall’Iraq (che hanno rischiato di mandare all’aria tutto), Malbrunot è molto duro col deputato della maggioranza che ne è stato protagonista: “C‘è stata una falsa liberazione intorno al 22 settembre a causa, sembra, di impostori e mitomani in Francia. Sono scandalizzato: significa giocare con la vita di due compatrioti e ciò non merita che disprezzo”. Anche su questo: l’Eliseo sapeva? Ha lasciato fare per poi sconfessare l’operazione quando è stato chiaro che non avrebbe funzionato? Domande che resteranno, probabilmente, senza risposta.