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Chesnot e Malbrunot, finisce un incubo durato 4 mesi. Famiglie in festa

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Chesnot e Malbrunot, finisce un incubo durato 4 mesi. Famiglie in festa

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E’ l’epilogo di un incubo durato quattro mesi e che ha tenuto la Francia col fiato sospeso. Ora è il momento della gioia delle famiglie, dell’attesa finita, della paura svanita.

Per i parenti di Georges Malbrunot è anche la fine di una sorta di doccia scozzese, come dice, qualche ora prima che i due atterrassero a Parigi, il fratello. “Ho sempre detto che fino a quando non mi avesse chiamato il ministero degli Esteri non avrei creduto alla loro liberazione. Ci sono stati molti falsi allarmi… Ma questa volta pare che sia la volta buona”. Malbrunot, quarantuno anni, era dal novantaquattro a Gerusalemme, dove ha scritto un libro sull’intifada, per poi trasferirsi nel duemila e tre a Baghdad. “Eravamo tristim sempre con gli stessi pensieri: dove sono, cosa fanno, come stanno. E’ stato uno choc. Ma ora tutto va meglio, sono liberi”, dice la madre. Identici i sentimenti a casa Chesnot, dove non si è mai smesso di sperare malgrado i difficili momenti dei mesi scorsi. “E’ quasi una sorpresa, la volevamo ma stavamo quasi finendo per non attenderci più questo momento della liberazione”, dice il padre di Christian. “Non pensavo che al loro ritorno”, dice la madre, “ora attendo di vederli scendere dall’aereo. Ora sono contenta”. Chesnot e Malbrunot si conoscono da tempo. Sono stati tra i primi cronisti occidentali a entrare, nel maggio del duemila, nelle zone del Libano meridionale appena abbandonate dall’esercito israeliano, e da quella volta non hanno smesso di lavorare insieme.