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Le manovre del Cremlino dietro l'asta della Yukos

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Le manovre del Cremlino dietro l'asta della Yukos

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La vendita all’asta della Yukos alla Baikal, e’ stato “un bel regalo di Natale” che il potere russo si è fatto “distruggendo la piu’ efficiente compagnia” del Paese. A dirlo è il magnate del petrolio Mikhail Khodorkovski, l’azionista di riferimento del gruppo Yukos in carcere da 15 mesi per reati fiscali.

Non si conosce ancora chi si nasconde dietro la misteriosa finanziaria che a sorpresa si è aggiudicata la principale unità produttiva del colosso del petrolio, per 7 miliardi di euro. Sui mercati c‘è molta attesa. “L’ipotesi prevalente è che il gruppo sia stato creato per eludere la minaccia di sanzioni proposte dalla corte americana, spiega un analista del mercato del Petrolio, per il governo russo sarebbe stato negativo posticipare l’asta, ma d’altro canto non poteva permettersi di perdere i potenziali benifici che seguirebbero l’aquisto di Yukos da parte di Gazprom o di Surguteneftegaz”. Si è già scatenatra la corsa per scoprire chi c‘è dietro alla compagnia, che ha sbaragliato tutti i concorrenti nell’asta di domenica. La neo costituita Baikal ha la sede legale presso un’osteria della cittadina di Tver, e potrebbe essere il paravento della Gazprom o compagnie private ritenute vicine al Cremlino: in particolare la Surgutneftegaz dell’oligarga Vladimir Bogdanov, i cui titoli, spinti dai rumors, sono in netta crescita. La battaglia legale pero’ continua: i manager di Yukos minacciano di rivolgersi ad altri tribunali stranieri per far sequestrare il petrolio che sarà eventualmente esportato dai nuovi proprietari. La Yugansk da sola pompa più petrolio dell’intero Qatar