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Due attentati anti-sciiti nel giro di poche ore e un bilancio pesantissimo.

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Due attentati anti-sciiti nel giro di poche ore e un bilancio pesantissimo.

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In Iraq il conto alla rovescia per le elezioni di gennaio continua a essere scandito con il sangue. Nella città santa di Najaf un’autobomba guidata da un kamikaze ha fatto una cinquantina di morti e quasi cento feriti. Lo scoppio ha avuto luogo a circa cento metri dal mausoleo di Alí, uno dei luoghi piú venerati dai musulmani sciiti.

Due ore prima era stata presa di mira un’altra città santa sciita cinquanta chilometri piú a nord: Kerbalà. Anche lí un’autobomba è saltata in aria questa volta a un incrocio, vicino a un’affollata stazione di autobus, ma anche al mausoleo dell’imam Hussein. Il bilancio è salito a 14 morti e una sessantina di feriti. Sulla riva ovest di Bagdad stamane sono stati uccisi tre impiegati della commissione elettorale. Per le autorità irachene si tratta di una strategia per aumetare la tensione a tra maggioranza sciita e minoranza sunnita ad appena sei settimane dalle elezioni generali.