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Fidanzamento storico tra Turchia e UE. Ma non mancano le proteste

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Fidanzamento storico tra Turchia e UE. Ma non mancano le proteste

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Al suo ritorno in Turchia il primo ministro Recep Tayyp Erdogan è stato accolto come un eroe dai suoi sostenitori. Comunque andranno i negoziati per l’ingresso nell’Unione Europea, nei libri di storia turchi Erdogan sarà ricordato come lo statista che ha ottenuto l’avvio delle trattative.

“A Bruxelles, la Turchia ha concretizzato 41 anni di sforzi”, ha detto a Istanbul riferendosi alla candidatura che il paese avanzò per la prima volta nel 1963. Festeggiamenti in grande stile per il leader. Sui cartelli slogan trionfalistici, come: “Benvenuto al nostro Primo ministro, conquistatore dell’Unione Europea”. I negoziati cominceranno il 3 ottobre prossimo. Per superare lo scoglio dell’opposizione dei greco-ciprioti, Erdogan si è impegnato a firmare entro quella data un protocollo che estende ai nuovo paesi membri entrati lo scorso maggio il trattato di associazione che già legava la Turchia all’Unione Europea. Si tratta però di una soluzione di compromesso che – ha sottolineato Erdogan – non significa che Ankara riconosce la Repubblica greco-cipriota. I negoziati non termineranno prima del 2014 e l’Unione Europea ha facoltà di interromperli. “In Europa ci entreremo fra 50 o forse 100 anni. Forse riguarderà i miei figli o i miei nipoti”, dice scettico un turco intervistato in un bar di Istanbul. L’opinione pubblica europea non è tutta favorevole. In Austria e Francia si terranno referendum sull’ingresso della Turchia. In Italia è forte l’opposizione della Lega Nord, che chiede agli alleati di governo un vertice di maggioranza.