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Ankara si rimbocca le maniche dopo il vertice di Bruxelles

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Ankara si rimbocca le maniche dopo il vertice di Bruxelles

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Una giornata da festeggiare. In Turchia il premier Recep Tayyp Erdogan è stato accolto cosí dopo lo storico accordo sull’avvio dei negoziati per l’ingresso nell’Unione Europea. Migliaia di persone lo aspettavano ieri sera all’aeroporto di Istanbul, di ritorno dal summit di Bruxelles che ha messo fine a un cammino durato 41 anni, da quando nel ’63 fu presentata la prima candidatura turca.

Dopo l’euforia, la Turchia deve rimboccarsi le maniche per convincere gli scettici, come la Francia, che ha sottolineato come negoziare non sia sinonimo di aderire. Il cancelliere austriaco Wolfgang Shuessel ha poi lasciato filtrare la minaccia di un referendum anche nel caso in cui le trattative si concludano con successo. La Turchia si aspetta dall’Unione Europea un appoggio consistente a partire dall’economia: la crisi finanziaria del 2001 ha lasciato in eredità elevati tassi di disoccupazione e di inflazione. Per passare attraverso i benefici dell’Europa, Ankara dovrà peró passare attraverso le riforme. Bruxelles resta vigile ad esempio sulle materie riguardanti i diritti dell’uomo. Ma forse il timore principale non puó essere riformato, è la religione: “è normale -ha dichiarato Erdogan, che l’Europa abbia paura dell’adesione di un paese a maggioranza mussulmana, ma l’Unione è multiculturale, non è un club cristiano”.