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UE-Turchia, un fidanzamento lungo quasi mezzo secolo

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UE-Turchia, un fidanzamento lungo quasi mezzo secolo

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Un giorno che la Turchia attendeva da quasi mezzo secolo. Ma il via ufficiale ai negoziati di adesione è solo l’inizio di un processo ancora lungo e comunque dall’esito incerto. Ankara ha chiaramente espresso la sua voglia di Europa, la diplomazia di Bruxelles ha lavorato di cesello in queste ultime ore per trovare il compromesso che ha sbloccato la crisi. La Turchia bussa per la prima volta alle porte dell’Europa nel 1963. Ankara firma un accordo doganale e commerciale con l’allora Comunità europea. Proprio quel protocollo che oggi la Turchia ha accettato di estendere entro il primo semestre 2005 ai dieci nuovi membri dell’Unione europea, tra cui Cipro, nemico storico. La Repubblica di Cipro, membro della famiglia europea dallo scorso maggio, aveva minacciato di porre il suo veto all’apertura del processo negoziale con Ankara se quest’ultima non si fosse impegnata per iscritto a riconoscerla. Ben lontano dall’essere un ricoscimento politico ufficiale il compromesso raggiunto sul testo della Cee ha segnato la svolta. In cambio i venticinque hanno fissato una data per l’avvio dei negoziati di adesione: il 3 ottobre 2005. Durata e esito delle procedure non sono garantiti. In caso di fallimento Bruxelles si riserva la possibilità di mantenere la Turchia ancorata alle strutture europee.Ankara ha dunque accettato il principio di un trattamento differente rispetto agli altri paesi candidati. Paese dall’economia ancora prevalentemente agricola, la Turchia, con i suoi circa settanta milioni di abitanti e le frontiere in comune con regioni instabili del Medio oriente fa paura a molti in Europa.Il futuro trattato di adesione potrebbe contenere lunghi periodi di transizione, accordi da negoziare, clausole particolari. Limiti all’immigrazione, alla libera circolazione delle persone, per esempio, o agli aiuti per il settore agricolo.Tra chi vede la Turchia come un ponte tra occidente e oriente, e chi la considera troppo grande e differente per far parte dell’Unione europea si impone ora un terzo scenario: l’eventuale adesione cambierà radicalmente il quadro geopolitico su entrambe le sponde dello stretto del Bosforo.