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La Turchia alza la voce

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La Turchia alza la voce

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A far salire la tensione a qualche ora dal summit europeo ci pensa il premier turco Recep Tayyip Erdogan che ha minacciato di ritirare la candidatura turca. “Non riteniamo che riceveremo condizioni impossibili, ma se cosí fosse, allora metteremo la questione nel congelatore e continueremo sulla nostra strada”- ha dichiarato ad Ankara il primo ministro turco prima di partire per Bruxelles. Da quarant’anni la Turchia è legata all’Europa con un accordo di associazione, nel ’99 le è stato riconosciuto lo status di paese candidato.

In vista del vertice, il presidente di turno dell’Unione, il primo ministro olandese Balkenende ha incontrato diversi leader europei. Riferendo al parlamento olandese Jan Peter Balkenende ha dichiarato che la decisione sarà presa sulla base del rapporto della commissione europea. Bruxelles ritiene che la Turchia abbia fatto sufficienti progressi per aprire i negoziati- ha detto il premier. Ma bisognerà considerare anche le posizioni di paesi come Austria e Francia, piú scettici. Le trattative non dovrebbero cominciare prima di un anno” L’Unione Europea dovrebbe dunque dire sí alla Turchia, anche se verranno poste delle condizioni per limitare l’ingresso di lavoratori turchi in Europa. A Instambul, non tutti sono convinti che l’adesione sia positiva. “Sono decisamente contrario a stringere compromessi per fare entrare la Turchia nell’Unione europea. Preferei piuttosto essere in un unione turca”-dice un pescatore. “L’Unione Europea non ci darà nulla. Non abbiamo bisogno di loro. Sono loro ad aver bisogno di noi. Abbiamo tutto qui e anche meglio di quello che c‘è in Europa”. Resta infine da risolvere la questione di Cipro, che la Turchia, trent’anni dopo l’invasione, non riconosce ancora.