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Condannato a 10 anni, il giovane che cercò di uccidere Chirac

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Condannato a 10 anni, il giovane che cercò di uccidere Chirac

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È stato condannato a dieci anni di carcere Maxime Brunerie, il giovane di 27 anni che nel luglio del 2002 cercò di uccidere il presidente Chirac.

L’accusa aveva chiesto sei anni di carcere, descrivendo il giovane come un disadattato, psicologicamente fragile, provato dagli insuccessi scolastici e dai problemi familiari. Uccidere Chirac per guadagnarsi un attimo di celebrità, così lo stesso Maxime aveva spiegato nel corso della sua deposizione in tribunale. Militante di gruppi di estrema destra, il suo atto non è legato all’impegno ideologico, né a follia come era sembrato all’inizio. Non è folle Maxime, neppure la difesa ha cavalcato questa tesi. L’accusa ha dichiarato: “Non possiamo però giudicarlo come se fosse totalmente responsabile”. Il 14 luglio di 2 anni fa con un piano premeditato, Maxime imbracciò un fucile contro il capo di stato. Lo sparo, che poteva essere fatale, fu deviato dall’intervento di alcuni spettatori vicini al giovane.