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Putin contro l'Occidente: dalla sconfitta sull'Ucraina alle accuse di ingerenza

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Putin contro l'Occidente: dalla sconfitta sull'Ucraina alle accuse di ingerenza

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Prima in India, poi in Turchia. Sarà un capriccio del calendario, ma dall’inizio della crisi in Ucraina Vladimir Putin non ha messo piede in Europa.Da questi paesi il presidente russo ha insistito sulle relazioni privilegiate di Mosca con Ankara e New Delhy e attaccato con violenza l’Occidente: “Noi crediamo che solo il popolo di un paese, Ucraina compresa, abbia il diritto di decidere della propria sorte. Gli altri possono agire da mediatori,ma non immischiarsi negli affari interni di quel paese e fare pressione”.Per Putin, che aveva appoggiato apertamente il candidato di Kuchma, la sentenza della Corte suprema ucraina è una sconfitta personale. La denuncia dell’ingerenza euro-americana è una reazione a questa sconfitta. Ma per il politologo Dimitri Trenin la strategia era sbagliata fin dall’inizio: “Penso che sarebbe stato interesse della Russia fare un gioco più complesso, in modo da non avere niente da perdere qualunque fosse il risultato dell’elezione. Ma è stata scelta un’altra opzione, risultata fallimentare. Il presidente Putin ha deciso di seguire questa strada fino in fondo e penso che questo fallimento non lo renderà un partner più flessibile, né nei rapporti con gli Stati Uniti né in quelli con l’Europa”.Soprattutto l’Europa è stata l’obiettivo degli attacchi da parte sia del presidente sia dei deputati russi che hanno denunciato venerdì quasi all’unanimità l’ingerenza straniera, come emerge dalle parole del vicepresidente della Duma Zhirinovski: “Vengono da Bruxelles a darci lezione, è un insulto”.Un raffreddamento che però probabilmente è solo un male di stagione: nessuno, nemmeno i russi, ha interesse che i rapporti restino tesi. Anche perché se Yushenko finirà per avere la meglio, Mosca dovrà comunque mantenere relazioni cordiali con un partner importante come l’Ucraina.