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No ad un piano B per la Turchia

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No ad un piano B per la Turchia

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Ad alzare la voce è la stampa turca che reagisce all’ipotesi di un partenariato privilegiato, al posto della piena adesione di Ankara. Un’ipotesi sostenuta da Austria, Danimarca e dai conservatori tedeschi. Sulla strada della Turchia verso l’Europa resta poi da risolvere la questione cipriota ha ammonito il presidente del parlamento europeo davanti ai deputati turchi:

“Il processo di apertura dei negoziati dei venticinque con la Turchia- ha dichiarato Josep Borrel- implica necessariamente il riconoscimento di Cipro. Questa non è una nuova condizione, prima o poi, quando avrete avviato le trattative con tutti i venticinque, allora dovrete riconoscere tutti gli stati” Cipro è entrata nell’Unione Europea a maggio, ma é ancora divisa in due dall’invasione turca del ’74. Ankara non riconosce l’amministrazione greco cipriota come governo di tutta l’isola. Secondo il ministro degli esteri belga, in visita in Turchia, il riconoscimento di Cipro non è una condizione sine qua non per l’apertura dei negoziati. “Il 17 dicembre i leader europei devono essere molto chiari- ha dichiarato Karel De Gucht-Dovremmo aprire i negoziati con l’obiettivo di far diventare la Turchia, membri dell’Unione Europea. Se ci fosse confusione, penso che faremmo un grande errore politico”. A favore dell’adesione anche l’Italia. Secondo il neo ministro degli esteri le trattative potrebbero iniziare nei prossimi sei mesi, Gianfranco Fini tuttavia ha precisato: “Il negoziato potrà essere interrotto in qualsiasi momento qualora venga accertata l’inadempienza di Ankara rispetto agli impegni assunti”. Le posizioni saranno chiarite tra due settimane al vertice europeo di Bruxelles.