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Germania: cresce ancora la disoccupazione

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Germania: cresce ancora la disoccupazione

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La disoccupazione tedesca non è mai stata così alta negli ultimi sei anni: e le prospettive per il futuro non sono rosee, a giudicare dal numero di licenziamenti annunciati. Deutsche Bank ha appena fatto sapere che taglierà oltre 1.900 posti di lavoro, il sette per cento del totale. La francese Alcatel ha deciso di tagliarne 550, sempre in Germania. E poi Bayer: il colosso farmaceutico taglierà 440 posti di lavoro nel paese, e a questi si aggiunge la lunga lista dei tagli annunciati nei giorni scorsi: 3.600 posti in meno per Basf, 950 in meno per Schering, e via così.

In novembre, il tasso di disoccupazione è salito al 10,3%, due decimi di punto in più – cioè 50.800 disoccupati in più – rispetto a ottobre. Per una cifra totale di 4 milioni 257.000 persone che fanno ufficialmente affidamento sui sussidi di disoccupazione, che tra l’altro sono appena stati riformati (e non è ancora chiaro con quali conseguenze concrete). Troppo alto il costo del lavoro, troppo scarsa la flessibilità nella prima economia d’Europa, secondo molti gruppi tedeschi che stanno guardando con interesse all’Austria.