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L'instabilità politica rischia di rallentare la crescita economica ucraina

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L'instabilità politica rischia di rallentare la crescita economica ucraina

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Ad est industria metallurgica e meccanica, settore minerario e raffinazione del greggio. Ad ovest agricoltura, industria leggera, piccole e medie imprese eterziario. Anche dal punto di vista economico l’Ucraina è spaccata a metà.

Un’economia che negli ultimi quattro anni non ha smesso di galoppare, facendo registrare la crescita del prodotto interno lordo più alta d’Europa, stimata in questo esercizio al 6%. Note dolenti sono l’inflazione e il reddito pro-capite che nel 2003 ha superato di poco i 4 mila euro annui. Grazie alla grande fertilità del suolo, fin dall’epoca sovietica l’Ucraina è stata una delle principali esportatrici di prodotti agricoli. Anche il sottosuolo è uno dei più ricchi al mondo. Nelle regioni orientali si trova il 5% dei giacimenti minerari del pianeta, in particolare ferro e carbone di ottima qualità. Il settore minerario contribuisce al 17% dell’export, mentre il 40% è rappresentato dalla metallurgia, specialmente acciaio. Il comparto industriale di Kiev è legato a doppio filo con la Russia: da un lato l’Ucraina raffina greggio proveniente dai grandi gruppi petroliferi russi. Dall’altro Mosca fornisce gas per oltre 2,5 miliardi di euro. Anche nei settori produttivi ad alto valore aggiunto, come gli armamenti e l’aerospaziale, l’Ucraina ha fatto segnare grandi progressi. La Russia è sempre il partner privilegiato data la complementarietà di questi settori nei due Paesi. La grave crisi affrontata all’inizio degli anni ’90 dopo il distacco dall’Unione Sovietica ha comunque lascato i segni. Alcuni economisti calcolano che ci vorranno ancora 8 o 9 anni di crescita a questi ritmi perché il paese si riprenda pienamente. Dopo l’indipendenza è contato molto il sostegno americano. Con 2 miliardi di euro l’Ucraina è il terzo paese in termini di aiuti ricevuti da Washington. Ma anche l’Unione europea ha fatto la sua parte con 1,15 miliardi di euro. A partire dal 1998, all’epoca della crisi monetaria russa, il Paese ha fatto passi da gigante verso l’economia di mercato. Anche se gran parte dell’industria dell’est sopravvive grazie ai sussidi statali. L’alto livello di corruzione e la burocrazia sommati all’instabilità politica potrebbero scoraggiare gli investimenti e rendere vano quanto fatto finora per rilanciare l’economia ucraina.