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Ankara dovrà accettare condizioni assai dure per far parte della UE

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Ankara dovrà accettare condizioni assai dure per far parte della UE

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A dirlo una bozza della presidenza di turno olandese che verrà discussa questo mercoledì dagli ambasciatori degli stati membri. Ankara però, per bocca di Abdullah Gül, capo della diplomazia turca, ha sempre detto di non accettare condizioni diverse da quelle degli altri candidati all’adesione. Secondo il documento i leader europei “salutano i progressi decisivi compiuti dalla Turchia nel suo processo di riforme ma al tempo stesso prevedono un certo numero di condizioni vincolanti”. Fra queste la bozza delle conclusioni insiste sull’obbligo di Ankara a riconoscere la Repubblica di Cipro. Proposta ripedita al mittente dalla Turchia che si impegna a riconoscere Nicosia solo dopo una eventuale ammissione.

Esiste poi una clausola di salvaguardia, che potrebbe anche essere permanente, sull’emigrazione dei lavoratori. Sui negoziati, si conferma che non dovrebbero concludersi prima della decisione sulle nuove prospettive finanziarie. La data di partenza è il 2014. Quanto alla possibilità di bloccare detti negoziati, secondo la bozza, la decisione potrebbe essere proposta dalla Commissione europea o “su richiesta di almeno un terzo degli Stati membri”. La bozza, ripercorre le linee del Rapporto della Commissione Ue del 6 ottobre scorso uno degli ultimi atti della commissione guidata da Romano Prodi. Questa nuova tegola, rischia di raffreddare gli entusiasmi di una nazione di 70 milioni di abitanti a maggioranza musulmana, un paese che malgrado le numerose riforme, rappresenta per molti un punto interrogativo soprattutto per quel che riguarda il rispetto dei diritti umani e una economia abbastanza debole che potrebbe rappresentare una palla al piede per il continente.