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Kuchma denuncia: "Tentano un colpo di stato, si rischia la guerra civile"

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Kuchma denuncia: "Tentano un colpo di stato, si rischia la guerra civile"

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Kiev, serata di mercoledi. Per le strade tornano a sventolare le bandiere bianche e azzurre di Viktor Yanukòvic. I suoi sostenitori festeggiano la notizia, appena diffusa, dell’attribuzione ufficiale della vittoria alle presidenziali al candidato filorusso.

Per tutta la giornata Unione europea e Stati Uniti avevano fatto appello alle istituzioni ucraìne affinché non proclamassero risultati ufficiali senza aver prima svolto le verifiche rese necessarie dalle denunce di brogli. Appello caduto nel vuoto: secondo molti, la tempestiva proclamazione ufficiale sarebbe la risposta del presidente in carica, Kuchma, alle pressioni internazionali. Parlando alla televisione nazionale, Kuchma ha accusato l’opposizione di puntare a un colpo di stato, definendo concreto il rischio di una guerra civile. Il presidente ha invitato la comunità internazionale a non tentare di ingerire negli affari interni del suo paese. A lasciare aperto uno spiraglio per una ipotetica trattativa resta il premier in carica e vincitore ufficiale delle presidenziali, Viktor Yanukòvic, che ha detto di non voler “una vittoria viziata che porti a scontri e violenze”, offrendo l’avvio di un dialogo con i rappresentanti di Yushenko. Nel contempo però ha specificato di sentirsi “il presidente legittimo dell’Ucraìna”. I risultati ufficiali spaccano il paese in due: le regioni occodentali con Yushenko e quelle orientali con Yanukòvic. Ma secondo la commissione elettorale quest’ultimo prevale con tre punti percentuali di vantaggio sull’avversario. L’annuncio dei risultati é stato accolto dagli applausi dei filogovernativi e dalle contestazioni dei militanti dell’opposizione.