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Conferenza sull'Iraq, oggi si vota la Dichiarazione Finale

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Conferenza sull'Iraq, oggi si vota la Dichiarazione Finale

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“C‘è un solo punto comune nella nostra agenda: la situazione in Iraq”. Lo ha detto il ministro degli esteri egiziano, al termine della prima giornata della Conferenza Internazionale apertasi a Sharm el-Sheik. Prima ancora che per le attese possibili decisioni, una moderata soddisfazione si è diffusa per il solo fatto di aver riunito tutti gli attori dello scenario iracheno, oppositori alla guerra e all’occupazione compresi.

Una situazione che rafforza il governo provvisorio di Allawi, a sua volta impegnato nel difficile passaggio delle elezioni del 30 gennaio. Protagonista della sua ultima missione il segretario di stato statunitense Powell – dimissionario da una settimana. Powell, che pure ha scambiato qualche parola col ministro degli esteri iraniano Kharrazi, non avrà modo di trattare il tema dei progetti nucleari di Teheran, dato che non si prevedono incontri bilaterali. La delegazione iraniana ha comunque protestato – in sede di riunione dei paesi confinanti con l’Iraq – per la mancanza di una data certa per il ritiro delle truppe occidentali e per il progetto di stato federale che prevede il riconoscimento dell’autonomia kurda. Mentre in Iraq la violenza non accenna a diminuire, a Sharm el-Sheick, in tarda serata è stata comunque approvata la bozza della Dichiarazione finale che verrà fomalmente adottata oggi.