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Le madri dei soldati russi trattano con gli indipendentisti ceceni

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Le madri dei soldati russi trattano con gli indipendentisti ceceni

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Dove la diplomazia ufficiale non può nulla interviene la diplomazia popolare. Martedì a Bruxelles il Comitato delle madri dei soldati russi mandati a combattere in Cecenia dovrebbe incontrare un rappresentante di Aslan Maskhadov, ex presidente ceceno e leader dell’ala moderata della resistenza. Dovrebbe, perchè le autorità belghe non hanno ancora concesso il visto e quelle di Mosca sono risolutamente contrarie.

“Abbiamo parlato con le autorità per 10 anni – afferma la presidente del comitato – i nostri figli sono morti in guerra o, grazie alla guerra, ora sono disabili. Ci siamo rivolte a Putin perchè metta fine a questa situazione. Ma se le autorità russe non sono pronte per la pace, allora tocca a noi trattare con la controparte”. Fedele alla linea di rifiutare ogni dialogo con gli indipendentisti ceceni, il Cremlino non è d’accordo. “Che risultato possono raggiungere- s’interroga il portavoce del ministro degli esteri russo – con dei terroristi che sparano alla schiena ai bambini. Ma noi non possiamo impedire a un’organizzazione non governativa di prendere questi contatti”. I soldati russi morti sul fronte ceceno in dieci anni di guerra sono più di 25 mila. Più volte Maskhadov ha cercato un negoziato con Putin. Il reiterato rifiuto ha rafforzato l’ala più radicale della guerriglia cecena guidata da Shamil Basayev, il mandante della strage di Beslan.