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Falluja, gli Usa non piegano i ribelli. Almeno 1200 morti

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Falluja, gli Usa non piegano i ribelli. Almeno 1200 morti

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La resistenza agli statunitensi a Falluja è calata di intensità, ma per le strade della città santa sunnita si spara ancora. Le forze della coalizione rastrellano presunti fiancheggiatori dei ribelli, malgrado ciò sul terreno la situazione non migliora.

Quasi una settimana di combattimenti ha causato un massacro. Fonti militari parlano di 1200 miliziani uccisi, con la perdita di 31 marines, ma un portavoce dei ribelli sostiene che i soldati caduti siano più di 150. Nel centro di Falluja non è giunta nessuna missione umanitaria, mancano acqua e alimenti e si presentano scene infernali: case distrutte e cadaveri ovunque. In giornata è stato rinvenuto il corpo mutilato di una donna, in apparenza europea. Gli ordini alle truppe sono netti: aprire il fuoco contro chiunque si muova da solo, anche se veste la divisa della polizia o dell’esercito iracheni. Gli altri vanno invece fermati. Come un uomo anziano e suo figlio, seduti su un camion militare, che ringraziano. Almeno così avranno qualcosa da mangiare e la prospettiva di mettersi in salvo. Ma non è solo Falluja a preoccupare gli Usa. A Mossul gli insorti hanno preso un posto di polizia, a Baiji gli elicotteri hanno bombardato presunti covi dei ribelli causando cinque morti, a Ramadi si spara per strada ormai da giorni, con un primo bilancio di due morti e tre feriti. In questo clima c‘è anche chi scende per manifestare in strada. Come gli abitanti di Buhriz, che urlano slogan contro il premier provvisorio Allawi.