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Abkhazia, Russia e Georgia di nuovo ai ferri corti

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Abkhazia, Russia e Georgia di nuovo ai ferri corti

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L’Abkhazia torna al centro dell’attenzione internazionale come terreno di gravi contrasti tra Russia e Georgia. L’assalto agli edifici amministrativi della capitale Sukhumi, avvenuto ieri, ha indotto Mosca a dichiarare che prenderà le misure necessarie a difendere i propri interessi se continueranno simili azioni illegali. I disordini, come quelli di venerdí che hanno provocato un morto, sono all’ordine del giorno in Abkhazia dopo le elezioni presidenziali del 3 ottobre.Alla Russia ha replicato il ministro degli esteri georgiano, Salomè Zurabishvili: “Lanciamo un appello ai Paesi amici e alla comunità internazionale – ha detto – a reagire in modo appropriato alla dichiarazione di Mosca e a reiterare il sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale della Georgia; e di mettere in guardia la Russia dall’astenersi da ingerenze negli affari interni georgiani”.Tbilisi intende riaffermare il proprio controllo sulla provincia dell’Abkhazia, separatasi, senza riconoscimento internazionale, dalla Georgia dopo una guerra all’inizio degli anni Novanta.Le elezioni del 3 ottobre avevano decretato vincitore Sergei Bagapsh, ma il risultato è stato in seguito rimesso in discussione. L’assalto al palazzo di Sukhumi è stato lanciato proprio dai suoi sostenitori.E’ stato il filo-russo Raul Khadzhimba a chiedere la ripetizione del voto, denunciando brogli. La situazione d’incertezza alimenta il clima di scontro, che si ripercuote nei rapporti, già precari, tra Tbilisi e Mosca.