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Nei Territori e a Gerusalemme processioni per ricordare il leader

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Nei Territori e a Gerusalemme processioni per ricordare il leader

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Cortei spontanei e organizzati hanno riempito le strade di Ramallah. Migliaia di palestinesi hanno sfilato in onore dello storico leader. Alcuni gridando al complotto: “Da Ramallah a Parigi, hanno avvelenato il nostro presidente”. La città che anni fa era nota per i suoi locali e la vita notturna si prepara a diventare la meta di continui pellegrinaggi.

“Abu Ammar”: il nome di battaglia di Yasser Arafat risuona tanto in Cisgiordania quanto a Gerusalemme est. Alla vigilia di quest’ultimo venerdì di Ramadan alla porta di Damasco erano almeno in 500 al lume di candela, e non solo palestinesi. I momenti di veglia si sono alternati ad attimi di panico nella Spianata della Moschee, quando la polizia israliana ha lanciato lacrimogeni per disperdere la folla. All’interno della Moschea di Al Aqsa la preghiera è continuata nella tranquillità. Il popolo di Arafat spera di poter portare qui i suoi resti in un futuro non troppo lontano. Il suo sarcofago in cemento, non a caso, è stato costruito in modo da essere facilmente trasportabile. A volto coperto hanno fatto sentire la loro presenza anche i militanti dei gruppi fondamentalisti. Ad Abu Ammar hanno reso l’onore delle armi, per non dimenticare che la battaglia continuerà. Per molti non sarà facile abituarsi alla sua assenza: pur avendo perso il controllo di molte frange, Arafat era per tutti almeno un punto di riferimento.