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Iraq: prosegue la battaglia di Falluja, liberato un ostaggio

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Iraq: prosegue la battaglia di Falluja, liberato un ostaggio

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La battaglia di Falluja è ripresa là dove si pensava fosse terminata, la sparatoria si è svolta nei quartieri nordorientali della città, poche ore dopo che le autorità militari americane avevano dichiarato di aver ormai isolato i ribelli nella zona sud. Ieri l’operazione, lanciata quattro giorni fa, sembrava praticamente conclusa: oggi no. Fino a ieri, il bilancio era di circa seicento persone uccise, una quindicina delle quali militari americani e quattro o cinque soldati iracheni. Pochissimi civili, secondo l’autorità militare americana.

A ferro e fuoco Falluja, tranquilla nelle ultime ore Mosul, dove è in vigore il coprifuoco, come in altre turbolente località a maggioranza sunnita. Di queste, però, è indubbiamente Falluja quella che ha dato i maggiori grattacapi al governo iracheno ed alle forze americane: e quindi la città è stata svuotata dei suoi abitanti, prima che fosse lanciata l’offensiva. La mezzaluna rossa ed altre organizzazioni umanitarie non hanno potuto entrare a Falluja, ma hanno visitato la tendopoli che sorge appena fuori. Un residente conferma che in città non c‘è più nessuno, ma ciò non toglie, secondo la mezzaluna rossa, che sia in corso un disastro umanitario. ha parlato di un disastro umanitario. Mohamed al-Djoundi, l’autista siriano rapito in Iraq assieme ai giornalisti francesi Christian Chesnot e George Malbrunot, è stato rilasciato a Falluja. La conferma del ritrovamento dell’uomo è giunta da un portavoce dell’esercito statunitense, che però non ha aggiunto alcun particolare.Al-Djoundi era stato rapito il venti agosto scorso assieme ai due inviati, mentre si stavano muovendo sulla strada che collega Baghdad alla città santa di Najaf. Le ultime notizie di Chesnot e Malbrunot risalgono al trentuno ottobre scorso.