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In fuga dalla Costa d'Avorio. Chirac: "Le truppe francesi restano"

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In fuga dalla Costa d'Avorio. Chirac: "Le truppe francesi restano"

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L’ombra della guerra civile si allunga sulla Costa d’Avorio, così europei e americani lasciano il paese. Chi resta appronta le difese: davanti all’ambasciata britannica sono schierati i gurkha nepalesi. La maggioranza della gente però tenta di lasciare il paese, sempre meno sicuro. Da giorni, i voli speciali in partenza da Abdjan sono tutti pieni.

“Una volta passata l’occasione di partire”, spiega l’ambasciatore di Londra, “chi resterà non avrà la normale assistenza consolare. Anche il personale non residente lascerà la Costa d’Avorio”. Il paese è ormai diviso di fatto in due zone. A nord i ribelli, a sud l’esercito del presidente Gbagbo. In mezzo le truppe di pace inviate dalla Francia, col difficile compito di mantenersi equidistanti. “Continueremo ad operare in Costa d’Avorio”, dice il presidente francese Chirac, “per assicurare la sicurezza dei francesi ma anche degli stranieri, per permettere a coloro che lo vorranno di lasciare il paese e per rilanciare indispensabile provcesso di pace e riconciliazione”. Dalla riapertura della crisi, sono stati uccisi otto soldati francesi in un attacco aereo, e almeno 54 ivoriani civili sono morti dopo che i militari francesi hanno aperto il fuoco su una folla di manifestanti. Nei giorni scorsi infine sono stati denunciati almeno una decina di casi di stupri ai danni di donne occidentali.