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Mbeki in Costa d'Avorio per risolvere la crisi

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Mbeki in Costa d'Avorio per risolvere la crisi

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Il peggio sembra alle spalle. La Costa d’Avorio tenta di uscire dalla crisi in cui è precipitata sabato dopo che due caccia ivoriani hanno bombardato una postazione francese uccidendo nove soldati di Parigi e un missionario americano. Ad Abidjan, la capitale economica del paese, è arrivato stamane il presidente sudafricano Thabo Mbeki, incaricato dall’Unione africana di indivduare una soluzione stabile.

Reggono, per il momento, gli accordi sottoscritti ieri tra le autorità ivoriane e quelle di Parigi. Pattuglie miste formate da soldati francesi, caschi blu dell’Onu ed effettivi dell’esercito ivoriano controllano giorno e notte le strade della città, pronte a intervenire in caso di richiesta di soccorso. La tregua sembra reggere ma gli animi restano agitati. “Siamo patrioti, siamo qui per liberare il nostro paese” afferma questo fedelissimo del presidente ivoriano Laurent Gbagbo. Dal 2002 la repubblica africana è divisa in due: i ribelli controllano il nord, le truppe governative il sud. Nel mezzo opera una forza di interposizione formata da soldati francesi e dell’ONU. Continua, nel frattempo, la fuga dei cittadini stranieri, in particolare francesi ma anche belgi e americani. Sei cittadini italiani sono fermi nel porto di Abidjan. Le loro case sono state distrutte ma non sono feriti.